Nel talk condotto da Antonio Soleti su Radio Portalecce e Radio One, la nefrologa Anna Zito e il medico di base Emanuele Mont Girbés si confrontano sull’importanza della comunicazione tra medici e pazienti.
Si è aperta la nuova stagione di “Mi Curo di Te”, la rubrica di informazione sanitaria ideata e condotta da Antonio Soleti, giunta ormai alla sua quarta edizione. La trasmissione, che da quest’anno vanta il patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Lecce, va in onda sulle frequenze di Radio Portalecce e Radio One.
Tra le novità di questa edizione, lo studio ospita contemporaneamente due figure chiave dell’assistenza sanitaria: un medico specialista e un medico di medicina generale (il classico medico di famiglia).
Nella puntata del 12 ottobre sono intervenuti: la dott.ssa Anna Zito, dirigente medico e nefrologa presso l’ospedale “V. Fazzi” di Lecce, che ha approfondito le patologie renali e le loro cause; il dott. Emanuele Mont Girbés, medico di base di origine abruzzese, da tempo attivo nel Salento dove opera con dedizione e spirito di servizio.
Il tema centrale dell’incontro è stato l’alleanza terapeutica: una sinergia che deve instaurarsi non solo tra medico e paziente, ma anche tra i colleghi della stessa comunità medica. Per costruire un rapporto fondato su collaborazione, fiducia e rispetto reciproco, è indispensabile condividere un obiettivo chiaro: l’accordo sulla direzione del percorso di cura e sui traguardi da raggiungere.
Alla base di questo percorso diagnostico vi è l’esame anamnestico. Troppo spesso, infatti, la storia clinica rischia di risultare incompleta nel passaggio dal malato al dottore. Non a caso, lo slogan della puntata è stato: “Prendersi cura significa prima di tutto ascoltare”.
Dal confronto — dinamico e informale, nello stile di una sanità “a portata di mouse” — è emersa l’imprescindibilità dell’ascolto attivo. Affinché la storia clinica del paziente sia davvero esaustiva e contestualizzata nel suo vissuto familiare, occorrono due elementi fondamentali: la ricchezza dei dettagli nell’esposizione dei sintomi e dello status vivendi precedente all’insorgenza della malattia; un clima di empatia e accoglienza da parte del medico curante.
Un altro snodo cruciale riguarda la trasmissione dei dati e delle informazioni cliniche dallo specialista al medico di medicina generale. Spesso il paziente si trova a fare da “postino” tra una struttura e l’altra, correndo il rischio che passaggi fondamentali vadano smarriti.
A questo proposito, la dott.ssa Zito ha evidenziato le potenzialità del Fascicolo Sanitario Elettronico e della telemedicina, strumenti fondamentali per affrontare in modo rapido ed efficace le problematiche del paziente. Il dott. Girbés ha confermato l’importanza di digitalizzare questi dati, mettendo a confronto il fascicolo elettronico con il tradizionale diario clinico gestionale: quest’ultimo, rimanendo ad uso esclusivo del singolo studio, rischia di limitare la visione degli altri medici curanti, determinando una presa in carico parziale ed esposta a criticità.
Si è infine rimarcata la necessità di adottare una visione olistica della malattia, che non trascuri mai l’assetto psicologico del paziente, elemento determinante per il suo recupero complessivo.
In chiusura, sollecitati dal conduttore Antonio Soleti su quanto la comunicazione incida sull’efficacia delle cure, gli ospiti hanno risposto alla domanda fondamentale: “Che cosa non deve mai mancare nella lettera di dimissione ospedaliera?” — un documento chiave che segna il rientro del paziente a casa e la condivisione del percorso di cura con la famiglia e i caregiver.
I dettagli di questo e di altri argomenti sono approfonditi nell’intervista integrale.


